Giuseppe Pignalosa
Una storia di famiglia, acqua, farina e sale.
C’è una linea sottile ma fortissima che unisce tre generazioni di pizzaioli. Una linea che profuma di lievito madre, legna ardente e sapienza artigiana. Inizia nel 1973, quando Leopoldo Pignalosa apre la sua prima pizzeria a Portici, in provincia di Napoli. Da lì, un viaggio fatto di impasti, passioni e passaggi di testimone, fino a Giuseppe, che di quel sapere antico è oggi custode e innovatore.
Giuseppe ha portato avanti la missione di famiglia con tenacia e visione, facendosi conoscere tra Milano, San Giorgio a Cremano, Ercolano e oggi Salerno, nella nuova sede al Porto Marina d’Arechi.
Riconoscimenti e traguardi
Il suo percorso non è passato inosservato.
Nel 2019, l’apertura di Le Parùle a Ercolano è premiata come miglior nuova apertura dell’anno agli Awards di Roma, e si posiziona al 36° posto nella guida 50 Top Pizza.
Nel 2020, è la volta di Gina Pizza, che raggiunge il 5° posto nella stessa classifica.
Nel 2021, arrivano i prestigiosi Tre Spicchi del Gambero Rosso.
Ma uno dei riconoscimenti più sentiti arriva a Venezia, durante la Mostra del Cinema: il Premio Internazionale Starlight Cinema Award, per il suo impegno nella promozione della biodiversità e dell’educazione alla buona tavola.
L’essenza della semplicità
Le pizze di Giuseppe Pignalosa sono un atto d’amore verso la memoria gastronomica del Sud.
Non c’è ostentazione, ma un’eleganza ruvida e sincera.
Prendiamo la sua pizza di scarole, con provola e alici: un omaggio alle ricette della fame, che diventano patrimonio. Sono pizze “povere” solo all’apparenza. In realtà sono ricche di identità, storia e intelligenza.
Sono le pizze dei lavoratori, delle madri di famiglia, di chi cucinava con ciò che aveva.
Oggi Giuseppe le riporta in tavola con lo stesso spirito: una pizza popolare, accessibile, autentica. Una pizza per tutti, come è sempre stata.
Perché la vera rivoluzione è ricordare da dove veniamo — e farlo con orgoglio.