Quattro maestri in una notte
Il 17 maggio, Marina d’Arechi – ore 20,00
La Pizzeria le Parùle lancia “Le Parùle All Stars – Quattro maestri in una notte”, la cena manifesto in programma il 17 maggio 2026 alle ore 20,00 a Salerno – Porto Turistico di Marina d’Arechi. Un appuntamento che riunisce quattro maestri della cucina, interpreti contemporanei della pizza e dell’impasto, tra le firme più autorevoli della scena campana, ognuno con una sua visione con Wine Pairing a cura di Fosca Tortorelli.
Le Parùle All Stars non è una semplice cena a più mani, ma una dichiarazione di intenti. Un momento in cui quattro esperienze convergono per definire una nuova grammatica della buona cucina in cui:
● la fermentazione diventa linguaggio
● la filiera definisce l’ identità
● la tecnica è responsabilità
● il gusto torna ad essere misura
Non più semplice prodotto popolare, né esercizio di stile fine dining. Gli impasti protagonisti della scena gastronomica del 2026 nascono oggi da un equilibrio complesso tra fermentazione, tecnica, filiera e identità. Una sintesi in cui il tempo — nelle sue forme di maturazione, lievitazione e trasformazione enzimatica — diventa ingrediente centrale tanto quanto farina, acqua e sale.
I quattro maestri
L’architetto – Francesco Martucci
Martucci porta in tavola un approccio progettuale, dove ogni elemento è parte di una costruzione coerente. Con Pane e pomodoro e Futuro di marinara, lavora su archetipi della cucina italiana, destrutturandoli e ricomponendoli, attraverso tecnica e precisione. Nel primo caso, la pizza diventa una riflessione sulla semplicità: struttura alveolata, gestione dell’acidità del pomodoro, equilibrio tra croccantezza e scioglievolezza. Nel secondo, la marinara evolve in chiave contemporanea, mantenendo la sua identità ma ampliando profondità e persistenza aromatica. Qui la lievitazione è uno strumento di progettazione: l’impasto è architettura, non supporto.
Pane e pomodoro
In abbinamento:
Campania Metodo Classico Pas Dosè Rosè 36 mesi Lulù de Beaumont.
Futuro di Marinara
In abbinamento:
Sicilia Terre Siciliane IGT Zappa e Puta Frappato 2023 VinB.
Il custode – Giuseppe Pignalosa
La proposta di Pignalosa si radica nella dimensione agricola e culturale della pizza. Con Provola e pepe e Capricciosa, il pizzaiolo lavora su un doppio registro: da un lato l’essenzialità strutturale, dove il grasso lattico della provola incontra la spinta aromatica del pepe in un equilibrio diretto e leggibile; dall’altro una Capricciosa che diventa esercizio di memoria collettiva, riletta attraverso una selezione rigorosa delle materie prime. Qui l’impasto – con idratazione controllata e maturazione calibrata – è pensato per sostenere il topping senza sovrastarlo, restituendo una pizza che non cerca l’effetto ma la riconoscibilità. Il suo è un gesto che conserva, ma non replica: custodisce evolvendo.
Capricciosa
In abbinamento:
Campania IGT Rosato Costacielo 2024 Lunarossavini.
Provola e pepe
In abbinamento:
Campania Lacryma Christi del Vesuvio DOC rosso 2024 Cantine Matrone.
L’esploratore – Diego Vitagliano
Il percorso di Vitagliano si muove tra territori e contaminazioni, dall’Italia al Brasile portando nella pizza una visione aperta e dinamica. Con 4 casi campani e Vittoria, costruisce un dialogo tra tradizione e interpretazione.
La prima è una mappa sensoriale della Campania, dove ingredienti identitari diventano elementi di un racconto più ampio; la seconda, nel nome stesso, suggerisce un approdo, una sintesi tra ricerca e concretezza. L’impasto, altamente idratato e lavorato per ottenere una struttura leggera e ariosa, diventa veicolo di questa esplorazione. Qui la pizza si fa linguaggio mobile: non appartiene a un luogo, ma li attraversa.
4 casi Campani
In abbinamento:
Campania CUR Greco Spumante Metodo Classico 2017 Bambinuto.
Vittoria
In abbinamento:
Costa d’Amalfi DOC Aliseo 2024 Reale.
L’alchimista del tempo – Agostino Iacobucci
A chiudere il percorso è Agostino Iacobucci, 1 Stella nella Guida Michelin 2026, con il suo babà che porta la riflessione sulla fermentazione nel territorio della pasticceria. Il dolce, simbolo della tradizione partenopea, viene reinterpretato attraverso una gestione tecnica avanzata dei lievitati: sviluppo del glutine, controllo della fermentazione, equilibrio tra struttura e imbibizione. Il risultato è un babà che non è solo conclusione, ma compimento del discorso sull’impasto. Perché anche nel dolce, come nella pizza, il tempo è ciò che trasforma la materia in esperienza.
Babà Stellato
In abbinamento:
Piemonte Moscato Vendemmia Tardiva Frimaio 2016 Rizzi.
Un manifesto della pizza contemporanea
Se c’è un indicatore silenzioso che racconta meglio di molti altri lo stato di salute di un territorio, quello è la pizza. Non solo per diffusione o accessibilità, ma per la sua capacità di assorbire evoluzioni culturali e nuove abitudini di consumo. In questo senso, la pizza contemporanea si comporta come una vera materia sensibile, un organismo vivo che registra e restituisce il cambiamento. Un confronto che il 17 maggio troverà spazio nella cornice di Marina d’Arechi, trasformando una cena in un momento di lettura del presente.
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Dettagli evento:
Data: 17 maggio 2026
Location: Le Parùle – Porto Marina d’Arechi, Salerno
Orario: dalle 20:00
Prenotazione obbligatoria